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Il web è vivo e parte della quotidianità per 24 milioni di italiani. In crescita, di conseguenza, l'utilizzo del Web da parte delle aziende italiane che fanno aumentare del 15% gli investimenti in advertising online, un mercato da 1.000 milioni di euro

Milano – Il web italiano non è mai stato così vitale: 24 milioni di utenti attivi a settembre 2010, con una crescita dell'11% rispetto all'anno precedente. Un dato che si traduce in una una penetrazione pari al 69% sull'intera popolazione italiana e che conferma come internet sia divenuto mezzo ecumenico*.

Internet è insomma, anche nel nostro Paese, parte integrante della vita quotidiana delle persone e sempre di più sembra essere in grado di sottrarre tempo e competere con i media tradizionali come la TV, che ancora oggi rappresenta il media di maggior successo, sia in termini di audience, sia in termini di investimenti.

Trend che non sono passati inosservati alle imprese italiane, che sempre più utilizzano il Web per comunicare e sviluppare il business, confermandolo quale efficace strumento di sviluppo economico, non solo sociale.

È quanto emerge dai lavori dell'ottava edizione di IAB Forum: l'appuntamento annuale promosso da IAB Italia e momento di incontro privilegiato per tutti gli operatori di settore e gli specialisti della comunicazione digitale in Italia.

“In questo scenario – conferma Roberto Binaghi, Presidente di IAB Italia - non possono che essere rosee le prospettive per il mercato dell'advertising online il cui valore, nel 2010, ha toccato la fatidica quota di 1.000 milioni di euro, con una crescita del 15% rispetto al 2009”. “Anche le previsioni future ci parlano di una industry in grande salute: le ultime proiezioni vedono infatti una conferma del trend di crescita anche nei prossimi 3 anni, che vedranno l'advertising online toccare il +50% rispetto ad oggi, per uno share sull'intero mercato della pubblicità che salirà al 15%**”.

“Il compito di IAB Italia deve essere quindi quello di capitalizzare il valore presente, ma anche di confrontarsi e correre verso il futuro, cercando di sfruttare le opportunità che si presentano, ma anche di anticipare il cambiamento”, conclude Binaghi.

Cambiamento che per Chris Anderson, Direttore di Wired US e ospite illustre della giornata di apertura del forum, si traduce nella crescente dicotomia tra il modello “open” e il modello “closed”. Smartphones, console da gioco e i nuovi tablet stanno infatti cambiando radicalmente le abitudini di consumo degli utenti della rete, sempre più attratti da applicazioni e piattaforme in grado di offrire esperienze d'uso più ricche, semplici e personalizzate. Esperienze per cui gli utenti sono disposti a pagare.

“I dati di consumo negli USA – conferma Chris Anderson – sottolineano l'esponenziale crescita nella fruizione di real time entertainment, in particolare video e gaming online. I prossimi anni si giocheranno insomma sul confronto tra open web, estremamente vitale e ideale per la diffusione di informazioni specializzate e contenuti di nicchia, la cosiddetta long-tail, e il modello closed, imposto dai device Apple e fatto da applicazioni che conquistano gli utenti grazie alla semplicità, interfacce personalizzate e design”.

Le qualità funzionali ma sopratutto estetiche delle apps sono sicuramente uno dei driver di crescita del modello “closed” rispetto al modello “open”, anche se l'arrivo del protocollo HTML 5 potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola.

L'intervento di Domenico De Masi, Sociologo e Professore ordinario di Sociologia del Lavoro presso la facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza, evidenzia ancora una volta l'importanza dell'estetica nell'evoluzione della nostra società: “Ci stiamo dirigendo a grandi passi verso un mondo in cui il tempo libero e la qualità della vita avranno un ruolo centrale e, anche per questo motivo, sempre più importanti saranno le caratteristiche estetiche degli oggetti, a fronte di proprietà tecnologiche e funzionali ormai date per scontate”.

In un mondo futuro in cui le informazioni, i simboli, i valori e sopratutto l'estetica sono protagonisti, è facile prevedere un ruolo centrale per il web in tutte le sue forme, e le cifre dello IAB Forum di quest'anno dimostrano il grande interesse da parte delle aziende: 10.000 iscritti, più di 110 espositori e 5.000mq di spazio espositivo, oltre 300 giornalisti accreditati.


*Fonte: Audiweb
** Fonte: IAB Italia

 

Informazioni su IAB Italia:

Fondata nel giugno 1998, IAB Italia raggruppa i più importanti operatori della pubblicità online in Italia ed è il charter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, la più importante associazione nel campo della pubblicità su Internet a livello mondiale. IAB è il punto di riferimento del settore per quanto riguarda la definizione e l’applicazione degli standard, lo sviluppo e la divulgazione di dati e informazioni sul settore, la misurazione e la metrica.

L’obiettivo di IAB Italia è quello di contribuire allo sviluppo del mercato dell’advertising su Internet nel nostro Paese, promuovendo una maggiore e più profonda conoscenza delle opportunità e dei meccanismi nel nuovo media.

Oltre a importanti attività di divulgazione dell’informazione, IAB Italia è particolarmente impegnato nel campo della definizione della metrica e della misurazione dei siti web, nella certificazione del fatturato dell’online advertising e nelle attività di ricerca.

IAB Italia fa inoltre parte del network IAB Europe, la federazione europea nata per favorire lo sviluppo del mercato dei media interattivi e il corretto sviluppo di questo settore nell’industria della comunicazione in Europa.

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