Sicurezza informatica? No, grazie.

(13/04/2004)

Le imprese italiane poco attente alla sicurezza informatica. Secondo un'indagine della Step Underscore del Polo Tecnologico della Tiburtina, le aziende del Bel Paese spendono solo tra l'1 e il 3 % della propria spesa per l'innovazione tecnologica. “Gli attacchi informatici nel mondo tra il 2002 e il 2003 sono stati 57.000 con ‘colpi' che hanno messo a segno in un'azienda su due. Di questi attacchi - spiega Jacopini che insieme a Paolo Mezzetti e a Luigi Esposito hanno presentato lo studio - molte pmi e grandi imprese in Italia sono state colpite. E non è stata risparmiata neanche la pubblica amministrazione dove sono frequenti ‘invasioni' di hacker anche in siti e impianti di assoluta sicurezza”.

Secondo i tecnici, la realtà impone che la sicurezza informatica passi ai primi posti per investimenti. “Questo problema – spiega una nota -  ha delle dimensioni inimmaginabili: solo negli Stati Uniti le ‘virusalizzazioni' informatiche sono state nell'ordine di 125 miliardi di dollari nel 2003 solo di costi; il fenomeno dello ‘spamming' riguarda 30 miliardi di e-mail quotidiane. Non rimane – secondo gli esperti della Step Underscore - che investire di più sulla sicurezza”.

Ma non solo. La sicurezza, anche quella più all'avanguardia, non è mai sufficiente. “Bisogna avere la certezza che si è sicuri dal punto di vista informatico anche se non esiste un sistema sicuro proprio al 100 % ma - concludono - molto si può fare e in Italia c'è molto da fare purché ci sia la consapevolezza dell'importanza reale che l'informatica sta avendo nel nostro quotidiano”.






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