Per entrare attraversiamo il pronao con la sua imponente foresta di colonne di granito. Ce ne sono sedici, monolitiche, alte più di 14 metri, alcune grigie e altre in granito rosa di Assuan, queste ultime portate dallantico Egitto, con un trasporto che tuttoggi definiremmo eccezionale.
Il portone di bronzo alla fine delle colonne e non meno impressionante nelle sue dimensioni, enorme, alto 7 metri, per lepoca un vero record. Non si conosco infatti in antichità opere così maestose.
Oltrepassata la porta dingresso leffetto che si prova è volutamente schiacciante. Di colpo ci si ritrova in questo enorme spazio vuoto che dà le vertigini e che fa sentire molto piccoli. Così bisognava sentirsi dinanzi al cospetto degli dei e chiunque provi ad entrare oggi avrà la possibilità di vivere la stessa sensazione che i Romani provavano quasi duemila anni fa.
Lo spazio si presenta come una sfera perfetta simboleggiante la volta celeste, laltezza della cupola è identica al diametro, creando un equilibrio perfetto ed unarmonia unica, la sua forma è tonda, per mettere tutti gli dei sullo stesso piano dimportanza. Tutto intorno infatti, situate in sette splendide nicchie, comprese tra due colonne corinzie, si trovavano le sette divinità collegate al culto dei pianeti, o presunti tali, come: il Sole, la Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte. Con la cristianizzazione alcune di esse vennero usate per la costruzione di piccoli altari e dedicate ai martiri cristiani.