Comunicazione ed economia

Il branding? Quasi uno sconosciuto

Scritto da Miaeconomia
Venerdì 21 Gennaio 2005

In Italia manca ancora una cultura della marca. Lo rivela una ricerca condotta da Landor Associates e Value Lab. Dall'indagine emerge che le aziende italiane considerano la marca un fattore strategico, ma nel nostro Paese non si può ancora parlare di una vera e propria cultura del brand. Non solo, ma la gestione della marca non passa ancora attraverso processi strutturati, competenze professionali specialistiche e strumenti avanzati. Il ricorso a professionisti esterni è infatti scarso e l'utilizzo del branding e delle ricerche è ancora visto da troppe aziende come un fatto episodico e non abituale.

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Eppure 70 consumatori su 100 oggi scelgono un prodotto di marca al momento dell'acquisto. La marca è decisamente considerata un fattore critico di successo, può procurare un vantaggio nei confronti dei competitor ed è certamente un asset strategico.

Dati alla mano, il branding , inteso come la gestione continuativa e coordinata della identità di marca in tutte le sue manifestazioni (corporate identity e packaging), è considerato estremamente o molto importante per la strategia di crescita della marca dal 68,3% del campione ma viene citato tra le attività comprese nel budget di comunicazione solo dall'8,1% degli intervistati, mentre discipline come la pubblicità le PR o le ricerche ottengono rispettivamente  il 18,4, il 17,2 e il 12,9%. Inoltre, le aziende hanno una bassa propensione ad avvalersi di specialisti esterni nella gestione della marca: il 50% delle aziende non lo fa e chi lo fa nel 23,2% dei casi si affida ad agenzie di pubblicità. Solo il 12,2% si affida a società specializzate nel branding.

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Tutti d'accordo (o quasi) sulla definizione del concetto stesso di marca: quasi il 60% degli intervistati risponde "l'insieme dei valori che compongono l'azienda", il 21% la identifica con "l'immagine e la reputazione" e per il 15,6 % la marca è "la sintesi della proposta al cliente" e per il 4,4% coincide con "il nome/identificazione".

Una sorpresa emerge dalla valutazione dei fattori che vengono ritenuti decisivi per costruire una marca forte: elementi classici come la notorietà e la quota di mercato vengono sorpassati dall'immagine riconosciuta e dalla fedeltà dei clienti (79% e 73,8%) e da elementi come il posizionamento differenziante e l'unicità dei valori della marca (67,9% e 58,8%).

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La marca ha un ruolo market maker: inventa categorie di prodotto e quindi apre la strada alla creazione di nuovi mercati”.

 

 

 
L'articolo originale da cui sono stati riportati alcuni brani è materiale protetto da copyright 2000-2005 di Miaeconomia

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